AM • Campo Croce 2X

30.5km 1370m+

CALCI

ITINERARIO SUI DUE VERSANTI (PISANO E LUCCHESE) DEL MONTE, CON CAMPO DI CROCE COME PUNTO FERMO

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DESCRIZIONE

Con l’itinerario odierno saliamo ulteriormente di livello ( stile RPG ). Il giro si snoda attorno Campo Croce, ovvero il crocevia principale di tutto il comprensorio pisano. Il 90% dei lettori di questo blog (cioè 9) può astenersi dal continuare la lettura.
Partenza dal parcheggio di Via Brogiotti a Calci. Temperatura -6°c. Visi emaciati, qualche saluto a mezza bocca. Tira una brutta aria. Onde evitare il congelamento mi incammino. L’assenza delle Pimpe si sente. Ma è anche l’occasione per andare oltre……

Sulla salita a Campo Croce non mi dilungo (è già descritta altrove). Seguite la panoramica (via Don Minzoni) e in località Tiricella girate a SX seguendo le indicazioni del ristorante il Conventino (località Pirone). Svoltate quindi a DX, smadonnate a più non posso sulla irta via del Fienilaccio e proseguite sulla via Vecchia Tre Colli. Tenete sempre la strada principale.
Poco dopo il cartello della località Tre Colli girate a SX in Via delle Codole e al crocevia successivo nuovamente a SX seguendo lle indicazioni STRADA PRIVATA/MOLINO DI CIAPETTO. Dopo un breve tratto in discesa comincia una discreta salita su fondo cementato. Proseguite dritti sulla carrareccia sterrata che, alternando falsi piani a pettate ragguardevoli , vi porterà a Foce di Calci. Seguite il tornante a dx e proseguite sulla carrareccia principale.
Percorsi circa 700m di piano troverete sulla SX la DIRETTISSIMA per Campo Croce: inutile pedalarla. Spingete e basta. Dopo una ventina di minuti emergerete ansimanti a CAMPO CROCE.
Dopo aver cercato invano l’uccello per pisciare, perplesso proseguo sulla DIRETTISSIMA PER VORNO CAI 124. Il sentiero comincia come innocente carrareccia erbosa. Di lì a poco si trasforma in un drittone scassato come pochi; segue qualche lastra di ghiaccio e infine un tratto scavato dalle acque. Il tipico sentiero per caproni testardi.
Sbucherete con le braccia in fiamme sul sentiero del COMPLESSO dei MONTI PISANI . Proseguite dritti pochi metri e vedrete sulla SX il cartello di metallo che segnala il CAI 124 VORNO detto PAOLA. Questa parte del 124 è senza dubbio la più interessante……sia da un punto di vista scenografico (scenderete dentro la gola del Fosso di Vorno) sia perchè tecnicamente impegnativo (sopratutto in questo periodo dell’anno). Per buona parte esposto diventa vagamente più flow sul finire. Come da tradizione per le discese Vornesi termina con cani alquanto incazzati.
Una volta giunti su asfalto scendete in paese e all’incrocio con VIA di VORNO girate a destra verso la Chiesa. Qualche minuto di ristoro sotto i pini antistanti la pieve, sgranocchio un pò di becchime Decathlon, ricarico la borraccia e riparto subito girando in VIA di VALLE sulla destra della Chiesa.

La risalita da VIA DI VALLE in condizioni normali è un piacere ……poco pendente, dal fondo battuto e riparata da una folta vegetazione. Con un principio di ipotermia e la morte nelle gambe è ben altra cosa. Decido quindi di giocare il primo asso nella manica……..il panino con la mortazza! Prima di mangiarlo provvedo a infilarci le mani qualche minuto (ispirandomi a Di Caprio in The Revenant). Arranco quindi fino alla deviazione per il COMPLESSO dei MONTI PISANI che trovate in corrispondenza di una curva a sx. Dopo un breve tratto in discesa, lentamente si risale verso CAMPO CROCE. Salvo un paio di brevi strappi la pendenza è modesta.

Giunto nuovamente a CAMPO CROCE, con incedere alla Walking Dead, guadagno un pino e con le dita ridotte a gessetti per la lavagna catturo ciò che rimane dell’uccello e comincio a pisciarmi addosso sorridendo per il fugace tepore. Quindi , ricoperto di giornali, affronto LA LINEA FAUSTO (in onore dell’omonimo pro calcesano Fausto Guidi). La suddetta linea si compone di (prendete appunti):
- PICABEBA: single track per lo più scorrevole con qualche piccolo gradino di roccia. Termina con un tornante stretto e pendente. Finito il Picabeba giro a SX (direz. EST) e dopo poco più di 100 metri imbocco il single track
- POPPO: una parte pendente un pò scassata all’inizio con rocce in contropendenza…….segue un salto di 2 metri (evitabile). Dopo la casetta in pietra, una parte scorrevole e sassosa. Attraverso la carrareccia e proseguo sul
- SOTTOPOPPO: Più pendente con un fondo perennemente ricoperto di aghi di pino si presenta dalla metà in poi tecnicamente più impegnativo. Curva finale totalmente sfatta. Prestate attenzione. Alla fine del Sottopoppo giro a DX e dopo circa 200m di carrareccia imbocco i
- CIUCHINI: drittone gradonato da percorrere come se non ci fosse un domani. Giro quindi a sx e risalgo, in preda ai crampi, i due tornanti di via di Valle Buia e sull’ultima curva a DX scendo per il
- SOTTOACQUA: altro breve single track dal fondo selciato da spararsi tutto d’un fiato imbottiti di tritolo al grido di Allah Akbar.
Sbuco quindi nuovamente sulla via di Valle Buia. Attraverso il ponticello e, raggiunti gli abitati, alla cruva sulla SX tiro dritto su strada bianca immersa tra gli olivi in direzione la Villa. Qua abbandono lo sterrato e scendo sulla piccola frazione. Subito dopo giro in VIA dei PARI e, ormai alla frutta, aggredisco l’ultima pettata. Lo sguardo spento dei cavalli mi accompgna per tutta la salita. Su strada bianca mi dirigo in costa verso la località PAR di ROTA godendo del paesaggio al sole calante e lasciando sulla dx tutte le tentazioni (produzione propria di vino, olio, formaggi, massaggi cinesi, sala slot, compro oro….). Alla fine del muretto in pietra mi addentro nuovamente nel bosco e dopo pochi metri mi accascio a terra difronte all’imbocco dell’ultima discesa: il BAGONCHIO BISBIS. Rispetto alla parte alta è ben poca cosa: una prima parte scorrevole con un paio di piccoli salti, segue una parte sconnessa in bosco, un breve tratto di roccia più impegnativo, quindi nuovamente scorrevole sull’ultima parte in costa. Meritevole il panorama sul versante Verruca.
Al termine del selciato, ricomposte le membra, mi dirigo verso il centro di Calci con una martellante domanda in testa (“ma chi cXXXX te l’ha fatto fare!”).

COMMENTO

L’itinerario di oggi è fisicamente impegnativo. Motivo per il quale è bene dosare le energie onde evitare di rimanere intrappolati su Vorno, facile preda di fanatici religiosi dal pollice verde. Nella videogallery un sacco di filmati vintage con la mitica radon skeen.

 

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