AM • Sasso Balloccio

24.2km 965m+

SANTANDREA DI COMPITO

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DESCRIZIONE

L’infortunio di aprile a Sestri e il mese di stop forzato che ne è seguito mi hanno fatto molto riflettere……avendo altresì nella caduta riportato un danno della memoria a breve termine in realtà non ricordo l’oggetto delle mie riflessioni…….ah sì…..riguardava la mia inadeguatezza alla pratica dell’enduro e le sorti del gruppo. Il Pimpa, ma sicuramente lo avrete già letto in qualche rivista del settore, sta passando un momento buio: cofondatore e a.d. in fuga d’amore sul Garda, una colonna portante (e un capitello sbeccato) a Bologna, chi si fa di oppiacei per lenire il dolore, chi si fa e basta, un lucchese sparito nel nulla (dice l’ammo, forse la donna, ludopatia?….boh), un altro nelle file del Califfato…….insomma è sabato, c’è sole, 20° gradi secchi e nessuno con cui pedalare…….beh è il momento giusto per un GIRO ROMANTICO CON LA MIA GIANT! Premetto che questo giro lo si può fare con full, front, a piedi e se avete manico anche col Bravo.

Partenza dalla bella e taciturna Sant’Andrea di Compito. Troverete in via della Torre un piccolo e comodo parcheggio con una superba vista delle Apuane. Ricomposto il mezzo scendete alla base del paese (in direzione Pieve di compito) per imboccare sulla destra la via del Cantiere (seguite le indicazioni per Santallago).

La salita su asfalto non è particolarmente gravosa e sopratutto sulla parte bassa avrete ombra a volontà. Gli strappi sono pochi e brevi, il panorama verso il Castagnone dignitoso. Nonostante ciò, per percorrere poco più di 7km, ho impiegato un 1h 20 min!! In questo lasso di tempo sono stato umiliato da stradisti di ogni colore ed età. Giunti al termine della salita girate a DX verso Santallago.

Percorrete quindi il crinale per pochi metri ammirando la conca di Calci e la squallida piana pisana. Giunti al parcheggio asfaltato del ristorante la Rosa dei Venti dirigetevi verso la sbarra e prendete (ahimè) il sentiero più ritto (00).

La carrareccia, dal fondo sassoso, costeggia a sud la tenuta di Santallago procedendo verso ovest. Presenta pochi metri di pettata veramente tosta…..per il resto si pedala tranquillamente e permette di godersi il circondario, in particolare un primo piano sul Serra.

Mantenetevi sempre sul sentiero principale e al bivio poco prima della fine della salita tenete la DX (procedendo dritti invece proseguirete sullo 00, che in questo tratto si presenta veramente impervio e accessibile solo agli stambecchi). Pochi metri ancora e vi ritroverete su uno spiazzo: girate a DX in salita seguendo le indicazioni per lo Spuntone CAI 130.

La salita dolce (di circa 600m) è immersa nel bosco e vi porterà in cima al cucuzzolo dove troverete un ber Crocione con basamento in cemento (in pratica un ecomostro). E’ giunto il momento di riposarsi un pò rosolando la pelata al sole e meditando sul da farsi (cacare?).

Dopo una breve fase esplorativa dei dintorni e, preso atto che la strada vicinale dello Spuntone è completamente chiusa, me ne ritorno lesto e mesto sui miei passi tornando al crocevia precedente (dove abbiamo iniziato la salita). Giriamo stavolta a DX e percorriamo in discesa la carrareccia che costeggia a Nord la tenuta di Santallago.
In pochi minuti giungo sul vastro prato, guadagno un tavolo e sfodero una ghiozzata di panino che farebbe invidia ai terroni di GUSTO GIUSTO. Mentre cerco di capire da che lato attaccarlo osservo con supponenza e disgusto il bestiario che mi si para davanti…….un purpurrì di rumeni, nerd, hippie con contorno di cani e bimbi sciolti. Diciamo pure che gli ultimi 30 anni di malgoverno (e la D’urso) hanno disintegrato lo stato sociale.

Fortemente contrariato dallo scenario trangugio in fretta e rinforco la biga attraversando tutto il prato verso il confine EST della tenuta.
Giungerete quindi ad un ampio spiazzo sterrato da cui parte il primo single track della giornata. Troverete un cartello segnaletico in metallo con l’indicazione CAI 130 Prato a Sillori. Il sentiero percorre la costa alberata del Castagnone, quindi diventa esposto fino al Sasso Balloccioro. Di per sè è un sentiero semplice e molto scorrevole. Bisogna in ogni caso stare attenti visto che il single track è stretto e in un punto in contropendenza.

Al Sasso Balloccio si gira a SX, come in video, e si prosegue rapidamente verso il crocevia di Prato a Sillori. Il Tommy è proprio davanti a voi….ovvero dovrete attraverso il prato e procedere verso il rustico in pietra che si intravede tra gli alberi.

Il Tommy prendetelo così com’è…….i primi 200 metri sono una passeggiata contemplativa. Successivamente si scende su single track scorrevole ed esposto. Nella parte intermedia il sentiero si addentra nel bosco e dopo poco si trasforma in carrareccia a tratti decisamente scassata. Su un tornante a DX dovrete abbandonare la strada principale e proseguire su un altro tratto stretto e dissestato che costeggia un muretto in pietra. Sbucherete, possibilmente a folle velocità, in prossimità di alcune abitazioni…….fate una chicane DX SX e proseguite su sterrata bianca.
Al crocevia successivo (pilone ENEL) mantenete la strada principale in discesa e, oltrepassata la sbarra al termine della carrareccia, sarete sulla via di Valle che sale su da Vorno. La sterrata in discesa poco dopo si trasforma in asfalto…….a questo punto inchiodate perchè vedrete sulla DX il segnapasso CAI 128 Parole d’Oro. Girate a DX e scendete verso l’Acquedotto del Nottolini.

Nonostante a 40 anni sia già ormai ricoperto da una crosta di cinismo spessa due centimetri, tutte le volte che discendo il Nottolini il mio animo si placa di fronte a cotanta bellezza e la mente vaga (ma non troppo visto le pericolosissime canale di scolo trasversali) a quando, poco più che ventenne esploravo con la cricca di allora i Templi Maya di Palenque alla ricerca delle mie radici e di un pò peyote…..non che fossi un consumatore abituale di sostanze ma vi assicuro che per farvi garbà una messicana del sud o ci spendete sopra 5000 euro di estetista o più semplicemente vi drogate.

Al termine dell’Acquedotto, dopo un breve tratto di sterrata bianca, giungerete ad un incrocio su asfalto. Girate a DX e così facendo vi ritroverete sulla trafficata lungomonte che abbandoneremo lì a poco per girare prima in via Giuseppe Giusti e quindi in via dei Sodini. Procederemo quindi in leggera salita su asfalto fino all’imbocco del sentiero di Gallonzora. Giriamo quindi a DX, abbandonando l'asfalto, e procediamo su questa piacevole e assolata sterrata bianca (fosse in discesa sarebbe ancora più piacevole).
Dopo circa 1 km arriveremo a San Giusto di Compito. Proseguiamo sulla via principale di Sant’Andrea e alle porte del paese omonimo proseguiamo dritti su sterrata bianca abbandonando l’asfalto per il CAI 136.
Il sentiero su sterrata bianca è parecchio trafficato dai fedeli perchè qua sgorgano…….udite udite……. le antiche fonti del Nilo!! Una volta saziate le reni con il sacro Elisir e ringraziato il Dio Hapy per la benevolenza dimostrata, saremo pronti all’ultima piccola impresa: la strapettata su ghiaia che seppur breve (50m ) tramuterà la vostra faccia in qualcosa di simile al Grido di Munch. Tranquilli… risorgerete di lì a poco in prossimità della Torre Campanaria e del parcheggio da cui ha avuto inizio il nostro itinerario.

COMMENTO

giro molto pedalato adattato a qualsiasi tipo di mezzo. E’ necessario in ogni caso un minimo di esperienza e un pò di gamba per portarlo a termine. Sconsiglio di farlo in solitaria perchè Balloccio e Tommy sono esposti e poco trafficati dai bikers (io son sempre da solo ma sono anche un PRO).

 

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