AM • Roncali Freeride

20.2km 946m+

BUTI

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DESCRIZIONE

Con una giornata mencia come quella di oggi il percorso non poteva che cominciare al Cimitero di Buti che offre un'ampia zona parcheggio. Giusto il tempo di controllare il kit di sopravvivenza PIMPA e mi incammino verso il paese a passo lento.....oggi di pedalare non ho proprio voglia ma i milioni di lettori che seguono il blog fremono per un altra avventura.....come biasimarli?

Buti

Giunti in Piazza si prosegue dritti su Via Frediani che continua in via di Panicale. Allo STOP si gira a SX cominciando la salita verso Prato a Ceragiola. La strada provinciale sale su dolcemente senza strappi. Il cielo plumbeo, la pioviggine e il terrificante costone di roccia della Ferrata di Sant’Antone non fanno presagire nulla di buono.

Dopo poco meno di un ora giungo al Ristorante i Cristalli (Foto 8) e cominciano le prime allucinazioni......Uomini-Rana su bici da enduro (???!!). Bevo un pò di sali e faccio finta di nulla. Riprendo quindi a pedalare verso il Lombardona tenendo sempre il sentiero principale; passo Prato all'Acqua, e dopo la risalita, giungo all'imbocco della prima discesa della giornata: Croce di Legno (Loc.Sasso della Dolorosa).
Devo dire sinceramente che pensavo peggio......mi spiego meglio: la parte alta della Croce di Legno è piuttosto ripida e sfatta quindi davo per scontato che con una giornatina di merda come oggi fosse piuttosto impraticabile. E invece l'accozzaglia di mota, foglie, roccia e preservativi ha generato una cosa simile al ripieno del MARS e dal grip insospettabile.

Croce di Legno

Passo indenne quindi la parte alta e proseguo sul flow intermedio. Anche il finale, sebbene un pò sporco, risulta praticabile. Per poco invece non mi smuso sull'uscita finale con scalino a causa della ridotta velocità......del resto avevo sentito arrivare gente dalla carrareccia principale.
Mi tolgo le protezioni sullo spiazzo e mi accorgo che qualcosa proprio non va.......Puffi che scendono a tutta birra su bici da XC!.....non sto scherzando bimbi ....i PUFFI! con tanto di Gargamella a chiudere il gruppo. Sconcertato e impaurito provo a bere un'altro po di sali e a mangiare un tocco di cioccolata sperando che le visioni spariscano. Cazzo mi sento dentro un film di David Lynch!

Comincio quindi a risalire verso Via della Verruca e alla prima deviazione con tanto di tavoli da ristoro giro a SX verso il Monte Roncali, dopo una breve discesa tiro dritto al tornante e proseguo su carrareccia panoramica; al bivio successivo tengo la SX giungendo su uno spiazzo sterrato. Il panorama è vasto!.
Nolente comincio lo spintage verso la cima. Dopo circa 10-15 minuti a piedi raggiungo la fine del crinale, oltrepasso antichi manufatti celtici e guardo emozionato….. LO ZAGOR!! ......ovvero la linea Tagliafuoco del Roncali, una terra di devastazione solcata fino ad oggi solo da primitivi (alias cacciatori).

Monte Roncali - Zagor

Scendo con cautela a piedi gli scogli iniziali (pardesse a Calafuria) e poi inforco la biga e mi butto giù a velocità sconsiderata (2km/h!). Ebbene sì….lo Zagor è quasi da freeride, si procede lenti piazzando con precisione le ruote e cercando di individuare una traccia…..niente sponde, niente strutture e sopratutto niente figa (come sempre….).

Alla fine della Tagliafuoco procedo a SX (come nel video) e percorro un tratto flow molto veloce nel bosco. Il sentiero termina con un ripidino. Bisogna quindi risalire pochi metri sul sentiero di fronte a voi. Finita la pettata dopo un breve tratto di single track sbucherete sulla carrareccia che sale dal Circolo i Fichi di Castel di Nocco.

Approfitto della panchina perchè quella che segue è una salita nei primi 300 metri veramente tosta; dopo diventa più dolce e prosegue costeggiando il versante nord del Roncali. Al termine di questo tratto ci ritroveremo al crocevia dove sbuca la Croce di Legno.

Stavolta dobbiamo scrutare i pini sulla DX per individuare il segnapasso CAI 148 da dove comincia l’ultima discesa della giornata: il PADRE PIO. Il single track attraversa il bosco e presenta un fondo piuttosto dissestato e sporco (sassi, radici e aghi di pino a manetta). La pendenza non è mai impegnativa e nonostante ciò sono riuscito ad esibirmi in un fantastico frontflip rasoterra!

Verso la fine della discesa si giunge a un bivio……procedete a DX immergendovi in un uliveto dal quale poi guadagnerete una sterrata bianca che porta alla Villa Medicea di Buti (a SX invece si guada il torrente, sconsigliato in questo periodo).

Scendo quindi nel suggestivo borgo percorrendo la via Annibale Marianini. Giungo cosi in Paese e , seguendo le indicazioni per la stazione dei CARABINIERI, arrivo al cimitero…….. per una degna sepoltura.

COMMENTO

Giro sporco e avventuroso alla scoperta di zone poco battute anche dai ciclisti. L’itinerario non è particolarmente gravoso ma comunque richiede una certa tecnica, in particolar modo sulla parte alta della Croce di Legno che ha mietuto diverse vittime in passato. Certo il periodo non è proprio ideale per questo tipo di sentieri. Si salva solo lo Zagor che è perennemente asciutto vista la posizione privilegiata.

 

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